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Partorire in casa, l’esperienza più bella di tutta la vita.

aprile 23, 2019

Hai partorito in casa ? Ma dai che bello e non hai avuto paura? Però che coraggio..

E se succedeva qualcosa ? Ti ha detto bene…

Ginevra Diamante, un giorno di vita.
Queste solo alcune delle cose che mi vengono dette quando racconto di aver partorito in casa. Dopo più di due anni dalla nascita di Ginevra Diamante ci ho fatto l’abitudine, a volte provo a spiegare le mie ragioni, ma il più delle volte alzo le spalle, accenno un sorriso di cortesia e passo oltre.
I primi mesi ero così tanto orgogliosa e sicura della mia scelta che la difendevo con unghie e denti, sopratutto quando mi sentivo accusata. Poi questo atteggiamento da avvocato delle cause perse ha lasciato posto invece a un atteggiamento più pacato e sereno. Ti vedo predisposto all’ascolto e senza pregiudizi? Allora ti racconto. Ti vedo accusatore ? Allora passo oltre.
Il parto in casa ma in generale il parto è una scelta intima e personale della donna. Siamo noi, predisposte per natura, che mettiamo al mondo i bambini, o meglio il nostro corpo è un mezzo, un veicolo che funziona in modo fisiologico. Esistono meccanismi di funzionamento già previsti per natura. Il dolore, le contrazioni, la produzione naturale di ossitocina, sono fondamenti appartenenti al nostro corpo. Il dolore ci guida, i picchi più alti nel momento della contrazione invitano la donna a spingere, a espellere, e questo avviene in maniera istintiva e naturale.
Era il mio primo parto, come per ogni donna un appuntamento al buio, in acqua dico alla mia ostetrica “ sento di dover spingere, cosa faccio?”, Lei mi risponde “allora spingi”.
La contrazione ci fa capire cosa avviene in noi. Cosa si contrae ? Da cosa dipende questo dolore?
Il nostro utero, il luogo che ha ospitato il nostro bimbo per nove mesi si sta preparando a tornare al suo normale funzionamento. Il bambino è pronto a nascere, l’utero è pronto a tornare alle sue dimensioni naturali.
La produzione di ossitocina, un ormone buono, che è presente nel nostro corpo aiuta questo processo, crea le contrazioni.
Cos’è l’ossitocina?
È un ormone presente in tutti i mammiferi, che ha un ruolo fondamentale durante il travaglio e il parto poiché stimola le contrazioni della muscolatura dell’utero.
Non a caso, durante il parto l’utero ha un aumento di recettori dell’ossiticina, il momento di massima sensibilità del nostro corpo a ricevere questo ormone.
Ma cosa fondamentale, l’ossitocina è in ormone naturale, per natura è previsto che stimoli contrazioni. Allora perché indurre un parto se non strettamente necessario?Perché fare iniezioni di ossitocina se il nostro corpo la produce già?
Molto spesso i parti vengono indotti prima del dovuto, ovvero, prima che il corpo della donna abbia il modo di prendersi il proprio tempo.
Il mio travaglio è stato lunghissimo, ma abbiamo scelto che avvenisse naturalmente. Il mio corpo ha prodotto ossitocina e questa ha stimolato le contrazioni. Nessun fattore esterno, nulla che non fosse previsto in natura.
Esistono poi i casi in cui l’induzione è necessaria. Ma tutto questo esula dal mio discorso che riguarda solo ed esclusivamente le gravidanze e i parti fisiologici, cioè quelli che non hanno complicanze patologiche, fisiche o emotive.
Ad esempio una donna che ha appena subito un grave lutto avrà più difficoltà a produrre ossitocina.
 
Il parto poi oltre che un evento naturale deve essere un evento rispettato. Cosa intendo ?
È vero siamo predisposte per natura a questo evento, sarà il corpo a guidarci ma esistono anche fattori esterni a influenzare la riuscita di questo evento.
Uno dei primi fattori che ha influenza positiva è l’acqua.
L’acqua calda calma il dolore, ragione per cui si entra in vasca nel giusto momento, per evitare di bloccare o rallentare troppo il travaglio.
E poi l’acqua è l’elemento naturale che già appartiene ai nostri figli. Nascendo in acqua, il passaggio al mondo esterno sarà più dolce, erano immersi nel liquido amniotico all’interno del nostro corpo e una volta usciti si sentiranno ancora al protetto.
Ginevra Diamante è nata dormendo.
Un altro fattore estremamente importante è la posizione durante il parto. Questo è un fattore del tutto soggettivo. Anche se per natura il nostro corpo è predisposto a espellere in alcune posizioni ( riuscireste a defecare da sdraiate?) poi durante il parto ogni donna ha il diritto di posizionarsi come meglio crede. C’è chi sta supina, chi a carponi, chi in piedi. Di certo c’è che la pozione supina non lascia il bacino libero e quindi la fuoriuscita del bambino sarà più difficile, inoltre poi si può comprimere la vena cava che impedisce l’arrivo di sangue a gambe e cuore, provocando abbassamenti di pressione nella donna e minore ossigenazione nel bambino.
Però, ripeto, la posizione deve essere una scelta della donna. Io le ho provate tutte e ho scelto quella che mi faceva stare più a mio agio, che mi faceva sentire meno dolore. Una donna non dovrebbe essere costretta a partorire in un certo modo. Non esistono costrizioni o medicalizzazione nel parto.
Durante il travaglio e poi durante il parto la donna deve sentirsi libera, sicura, protetta, e rilassata. Sta per vivere l’esperienza più potente di tutta la sua vita, la paura deve lasciarla. Cosa può garantire tutto questo? Un luogo che riconosciamo come nostro, che ci faccia stare tranquille e in pace.
Nessun luogo come casa mia mi rendeva più sicura e serena.
Inoltre poi la corsa in ospedale durante il
travaglio mette sicuramente a repentaglio la tranquillità della donna. Anche la più sicura e serena in quel momento penserà alle cose pratiche ( prendere la valigia, vestirsi e lavarsi, andare in macchina ecc) e il percorso fino all’ospedale o la clinica prevederà senz’altro pensieri non del tutto positivi, fino a che non si entra in ospedale, in sala travaglio e poi in sala parto, non si è tranquille. In quei momenti la produzione di un altro ormone, l’adrenalina, contrasta la produzione di ossitocina rallentando il travaglio.
Io sono rimasta in camicia da notte, mi sono addormentata tra una contrazione e l’altra è tutti i miei pensieri erano concentrati sulla nascita della mia bambina. Non ho pensato nemmeno un secondo a un fattore pratico riguardante l’organizzazione di quel momento.
Però anche questo fattore è del tutto personale. Non si partorisce in casa con la paura, non si partorisce in ospedale con la paura. Ognuna di noi deve essere libera di scegliere il luogo che reputa  più sicuro e che trasmetta più serenità.
Il parto in casa mi ha inoltre garantito l’assenza di tutti quelli che secondo me sono fattori negativi presenti invece in alcuni ospedali.
I bambini devono nascere al buio o con poca luce perché per nove mesi sono stati al buio e la luce accecante delle lampade in sala parto può essere traumatica. Così come traumatici possono essere i rumori della sala, abituato a sentire in lontananza e in modo ovattato. Un altro trauma può essere provocato dalla posizione del neonato appena venuto al mondo. Per nove mesi ha vissuto rannicchiato, piegato su se stesso. Alla nascita deve posizionarsi sul petto della mamma per proseguire quel contatto pelle a pelle a cui è abituato e deve essere libero di allungare i propri muscoli in autonomia. Metterlo a testa in giù o sdraiarlo per il peso immediatamente gli crea un trauma.
Un altro fattore che ha reso il mio parto rispettato è stato dato dall’attacco immediato al seno ritardando il taglio del cordone in modo che lei potesse ricevere dalla placenta il suo sangue.
Inoltre la suzione produce ossitocina, il famoso ormone delle contrazione che aiuta a espellere la placenta in modo naturale, senza induzioni che possono creare emorragie.
La mia esperienza personale è sicuramente stata positiva. Una scelta ponderata e studiata di cui non mi sono mai minimamente pentita. Ma è giusto che ogni donna si senta padrona del proprio corpo e delle proprie esperienze. È giusto che ognuna di noi scelga ciò che la rende tranquilla e sicura. Il parto è un esperienza totalizzante, lo deve essere in modo positivo.
Adesso possiamo alla nascita di babyR. Quando nascerà? In teoria la dpp è il 3 giugno, il mio corpo si sente già stanco e esausto, quindi spero qualche giorno prima.
Dove nascerà? Il desiderio era che nascesse nella nostra casa, quella che stiamo ristrutturando da mesi e che è nei nostri sogni. Già vedevo la vasca nella sua cameretta, quella luce meravigliosa che solo quella casa ha . Ma purtroppo i lavori stanno andando a rilento e non è detto che per il parto saremo pronti. Allora dove nascerà ? Stiamo valutando più opzioni ,  il parto in casa resta sempre il primo desiderio, anche se non nella nostra casa. Poi le seconde opzioni sono la casa maternità o una clinica che ha un approccio molto naturale al parto e dove opera privatamente la nostra ostetrica. Siamo alla 33esima settimana. Dovremmo decidere, dovremmo sbrigarci, ho già l’ansia che mi assale. Ma ancora non decidiamo. A breve dovremmo farlo, seguire l’istinto, scegliere di pancia, vedremo…

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