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Parto in un attimo

luglio 7, 2019

12 giugno 2019,ore 3:24, avviene la magia.Un parto meraviglioso. E 40 secondi di panico.La data presunta del parto era 3 giugno e nella mia testa si era ormai fatta strada l’idea che il secondo figlio nasce prima, molto prima. Da fine maggio inizio a pensare che ogni giorno sia quello giusto . In fin dei conti stavo sempre in movimento, ho lavorato fino all’ultimo, ho fatto un trasloco a metà maggio e a 39 settimane ero già a 1 cm. Ed ero convinta che tutto lo stress e il movimento di quei giorni sarebbero stati decisivi per far partire il travaglio.

Ho invece poi scoperto che troppo stress può anche rallentare un travaglio. Il tempo passa e io prego Giulia, la mia ostetrica, di fare qualcosa, di intervenire. Questa volta sono davvero impaziente. Lei mi rassicura e aspettiamo i tempi giusti. 11 giugno, siamo a 41+1 settimane. Vado in casa maternità per fare uno scollamento manuale. Mi sdraio terrorizzata, ricordo il dolore provato con Ginevra. Ecco era proprio questo il problema, ogni giorno avevo in testa il ricordo del travaglio e del parto di Ginevra. Con lei dovetti fare tre scollamenti, prendere due volte l’olio di ricino, fare tante tante scale. E poi il travaglio fu lunghissimo, più di un giorno, le contrazioni non finivano più e per partorire ci ho messo cinque ore. È stato bellissimo, il ricordo più bello della mia vita, ma mi dicevo: stavolta mi merito di faticare un po’ meno. Mi sdraio, Giulia procede, sento un fastidio,sono pronta a sentire il dolore più forte e invece lei mi dice: abbiamo fatto. Abbiamo fatto ? Non è possibile, con Ginevra ho urlato dal dolore. Saluto Giulia e salgo in macchina con Antonio. Guido io, me la sento. Andiamo dalla ginecologa. Erano le 15, alle 17 dovevamo stare da lei per un controllo veloce del liquido amniotico. 16:55 siamo sulla strada che porta al suo studio, inizia un po’ di traffico, ma non fa niente, siamo arrivati, manca 1 km. Ecco una contrazione. Magari io percepito male, sto zitta. Il traffico diventa assurdo, stiamo fermi, come fosse un parcheggio. 17:10, 17:15, 17:20, il tempo passa e noi siamo bloccati, non possiamo girare o tornare indietro. Eccone un altra. Anto sono iniziate delle contrazioni. Cavolo, davvero ? Scendi, guido io. Il tempo passa e le contrazioni continuano regolari. Arriviamo dalla ginecologa alle 19. Mai fatto tanto traffico in vita mia. Controllo fatto, tutto ok. Mi dice che manca poco e che nei giorni successivi sarebbe sicuramente partito il travaglio. Torniamo a casa, da Ginni. Le contrazioni continuano. Ceniamo, mia mamma è a casa mia . Mamma portati via Ginni, magari stanotte si smuove qualcosa. Vanno via. La abbraccio forte, non ci credo ma un po’ ci spero che il giorno dopo saremo in quattro. Alle 23 scrivo un messaggio a mia madre. Le contrazioni sono rallentate. Forse erano dovute allo scollamento e non sta partendo il travaglio. Sono un po dispiaciuta. Buonanotte a tutti. Nel frattempo Giulia mi aveva avvertita che aveva un ‘altra mamma in travaglio. Ma come? E poi come si fa ? Io voglio partorire con Giulia.. iniziano mille pensieri e mille preoccupazioni. Stiamo sul divano io e Antonio. Lui si addormenta. Io resto sveglia. Ecco una contrazione un po’ più forte delle precedenti, gli stringo la mano. Ancora ci credo. Forse partorisco a breve. Poi ancora una contrazione e poi un’altra. Sempre più vicine ma ancora sopportabili. Ore 1:30. Fra che faccio, chiamo Giulia ? Ma nono Anto, ci sono già passata queste contrazioni sono niente rispetto a quelle che verranno. Ancora le sopporto. Ok. Arriva una contrazione forte e sento un rumore forte come di ossa che si rompono. Ma cos’è ? Vado al bagno. Anto , guarda ma mi sono fatta la pipì sotto? Oh no cavolo, mi si sono rotte le acque. Senti Fra io chiamo Giulia. Giulia parla con me al telefono. Mi ricordo che una delle prime cose che mi aveva detto è che quando il travaglio si fa intenso le donne non riescono a parlare per bene al telefono ne a scrivere messaggi. Io invece ci ho parlato. Si ho contrazioni regolari e vicine ma sono ancora sopportabili, non fanno malissimo. Va bene inizio a partire. Dal divano siamo passati al letto. Antonio ha messo un asciugamano e io mi sono seduta. Sono le 3:10. Sento il citofono. Ecco Giulia e Chiara. Loro salgono le scale e io in quel momento sento una contrazione fortissima. Sento la testa che spinge .  Ma come è possibile ? Erano contrazioni sopportabili fini a un minuto fa. Mi sdraio, non riesco nemmeno a levarmi gli slip e inizio a spingere. Sono sola. Antonio è alla porta ad aprire. E ne lui, ne Giulia immaginano cosa sta succedendo. Arrivano Giulia e Chiara in camera. Mi aiutano a togliere gli slip e mi dicono: ci siamo. Non facciamo in tempo a riempire la vasca.  No, io voglio l’acqua.  Vuoi partorire sotto la doccia? No, io voglio l’acqua. Ok, riempiamola un po’.  Resto di nuovo sola qualche minuto, forse due o tre. Loro corrono come pazzi per preparare la vasca. Aprono l’acqua ma non riescono a riempirla . Giulia e Chiara mi prendono sottobraccio e mi accompagnano fin dentro la vasca. Con Ginni avevo partorito a carponi, ora non era possibile,l’acqua era troppo bassa. Mi metto seduta. Contrazione, spingo più forte che posso. La testa. Eccola la tocco. Sono emozionata. Riesco a sorridere. Il mio bambino sta nascendo. Mi rilasso un secondo. Un altra contrazione, spingo. Eccolo, il mio bambino. Non ci credo, è venuto al mondo in un lampo. Sono le 3:24, sono passati appena 14 minuti dall’arrivo di Giulia e Chiara, eppure sono successe così tante cose. Sono ancora incredula.  Ma non finisce qui. Giulia lo prende,è ipotonico. Sembra morto. Ha gambe, braccia e teste appese. Senza tono muscolare. Non piange, non apre gli occhi. Ancora attaccato al cordone, a me. Giulia inizia una serie di manovre.10,20,30 secondi. Cosa sta succedendo? Quasi a un minuto sento il suo pianto. Il cuore si placa. Me lo poggio sul petto. Sento il suo odore, un profumo di vita nuova ti resta dentro. Io non me lo scorderò mai il suo profumo. Lo guardo negli occhi che apre appena. Da questo momento ha inizio una grande storia d’amore. Per la seconda volta nella vita. Benvenuto al mondo mio piccolo Romano.

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